Donne sfruttate dai nostri sistemi di vita

La “tratta” di donne e di minori per lo sfruttamento lavorativo e sessuale, sfida la nostra missione educativa nei paesi di provenienza e di destinazione delle “vittime”.

Settembre 2013 | Eugenia Bonetti, MC (Roma, Italia) | Giustizia e Solidarietà

Le comunità religiose femminili – fedeli alle intuizioni profetiche e carismatiche delle loro Fondatrici o Fondatori, sono state, lungo la storia di questi ultimi secoli, esempi luminosi nel rispondere alle necessità ed alle povertà di ogni tempo.

Quasi tutte le congregazioni femminili sono sorte per rispondere e dare attenzione alle necessità della donna emarginata e relegata a ruoli di sottomissione e di sfruttamento. Il modo più efficace per togliere le giovani dalla povertà e dalla vulnerabilità e offrire loro l’opportunità di una sana emancipazione che ridoni quella dignità che loro spetta, è certamente la formazione e l’istruzione. Ancora oggi molte donne - specie nei paesi in via di sviluppo – vivono l’emarginazione come quattro secoli fa, quando Jeanne de Lestonnac seppe udire e cogliere il grido di aiuto di tante giovani per trasformare attraverso l’educazione il buio della loro notte nella luce del giorno e della vita.

Dopo quattro secoli di dedizione e di esperienze maturate attraverso l’istruzione di giovani che chiedevano in ogni parte del mondo un accompagnamento per ottenere un posto nella società, ci troviamo ancora di fronte a grandi sfide dovute a radicali cambiamenti. Tuttavia – grazie a Dio – rimane vivo un carisma assai attuale che deve però fare i conti con una società in costante mutamento e che mette in questione i nostri valori ed i nostri sistemi di vita e di educazione. Tale realtà richiede un lavoro di rete e un coinvolgimento di tutte le forze che operano sul territorio per riscoprire, valori smarriti e tendere ad una società equilibrata, armonica e rispettosa dei diritti e dei doveri di ogni persona creata ad immagine di Dio.

Lo scopo di questa ricerca è quella di condividere sia con i membri della Compagnia di Maria, sia con le molte persone che operano nel settore dell’educazione e della formazione, il desiderio di scoprire nuovi campi di azione e di insegnamento. La triste situazione di migliaia di donne e di minori provenienti in gran parte da paesi poveri e che vivono l’esperienza dello sfruttamento e della notte, sono per noi, oggi, una grande sfida che mette in discussione i nostri stessi metodi educativi. Ancora oggi infatti tante persone chiedono e non trovano una mano tesa che le accompagni verso la luce. Gli stessi sfruttatori e consumatori di sesso a pagamento hanno bisogno di essere aiutati a spezzare le catene della loro schiavitù, di morte e di disordine per ritrovare i veri valori su cui costruire la loro vita.

La mia ricerca e condivisione non è basata su retorica o su studi intellettuali di un fenomeno in costante evoluzione, quale lo sfruttamento per il mercato del sesso a pagamento, ma vuole essere la comunicazione fraterna di un’esperienza vissuta da 13 anni in prima persona a contatto con il “mondo della notte”, prima a Torino in un Centro di accoglienza per donne immigrate e dal 2000 a Roma come responsabile USMI per il settore “Tratta”.

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Eugenia Bonetti: Coordinatrice del programma di lotta contro il traffico di persone, della USMI-Unione Superiore Maggiori d'Italia.

 

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